Saturday, 28 October 2017

Un frammento di vita quotidiana: graffito pompeiano

Oggi abbiamo un graffito pompeiano trovato nel mio libro di Latino in (credo) seconda liceo, un distico elegiaco che ho tradotto in un distico elegiaco Greco. La traduzione risale all'«8/8 a Messa», è collocata nel mio canzoniere e le poesie circostanti la collocano nella terza liceo, quindi 2010. Pensavo di averla tradotta anche in Italiano, ma se l'ho fatto la traduzione si è persa. Comunque recita «Chiunque ama stia bene, perisca chi non sa amare, / Due volte tanto perisca chiunque impedisce di amare». E con ciò, vediamo la traduzione.


Quisquis amat valeat, pereat qui nescit amare,
Bis tanto pereat quisquis amare vetat.

Ὃς φιλέει ἐχέτ’ εὖ, θανέθ’ ὃς δ’ οὐκ οἶδε φιλεῖμεν,
Δὶς δ’ οὕτως θανέτω τῷ φιλέν’ οὐ δυνατόν.


Abbiamo un'ultim'ora: proprio mentre, il 20/10/17, preparavo la bozza di questo post, notando che la traduzione italiana erano quasi due esametri, l'ho aggiustata e ne son venuti fuori questi due esametri barbari:

Ben stia chiunque sta amando, perisca chi amare non sa,
Due volte tanto perisca chiunque impedisce d'amare.

Peccato l'esametro tronco al primo verso e quello "sta amando" un po' forzato, ma comunque più fedele all'originale del "sa amare" che avevo originariamente pensato.

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